Relazionésimo 2030: il viaggio è iniziato

Arte, multimedialità e conoscenza gli ingredienti della tre giorni vicentina. Il festival delle Relazioni, caratterizzato dall’affascinante percorso “dall’Eden al Deserto” è stato ricco di emozioni, suggestioni e proposte. La soddisfazione, le considerazioni e le prospettive delle promotrici.

Il viaggio è solo iniziato. “Relazionésimo2030”, il primo Expo Summit Festival delle Relazioni, ha preso vita a Vicenza lo scorso 15 luglio e ha salutato la città che lo ha visto nascere. È stato un viaggio nell’universo delle relazioni capace di offrire un’articolata e concreta proposta economica e sociale, intrecciata con la dimensione mente-corpo-spirito della persona, e proiettata alla sfera spirituale indispensabile per dare un senso all’agire di tutti.

La tre giorni berica è stata caratterizzata dal percorso imperniato nell’incontro con l’arte, la multimedialità e la conoscenza e da quello dedicato alle imprese, alle istituzioni e ai corpi sociali. Un viaggio – da un lato immaginifico, sensoriale ed emozionale, dall’altro strettamente connesso alla vita reale nei territori – dimostrazione che è possibile stare bene se tutti ci impegniamo in prima persona ad avere cura delle relazioni con noi stessi, con gli altri e con il pianeta.

Le persone che hanno vissuto questa inedita esperienza si sono sentite trasformate, interrogate nel profondo e ne sono uscite consapevoli della necessita di un cambiamento interiore per generare un cambiamento esteriore.

Ora è il momento di raccogliere le idee, raggruppare le persone e capire a fondo cosa è successo in questi giorni di festival per proseguire la rotta individuata. «Siamo state ringraziate da tutti coloro che hanno partecipato per aver avuto il coraggio di credere e investire in prima persona ingenti risorse in questa esperienza. Noi ci abbiamo creduto perché stiamo vivendo un tempo da “codice rosso”, di piena e totale emergenza che oramai tocca ogni ambito della nostra vita. Quello che abbiamo allestito non è uno show che, terminato lo spettacolo, prendi il biglietto per vederne un altro; è stato l’inizio dell’esodo che ci introduce nell’Era del Relazionésimo, ovvero nel tempo in cui si è finalmente consapevoli che tutti siamo parte del tutto – affermano Ombretta Zulian e Ketty Panni, founder di Beate Vivo Farm e promotrici di Relazionésimo 2030. «In qualche modo, ora, la palla passa a ciascuno chiamato a dare il proprio contributo affinché questa prima tratta di tragitto sia l’inizio di un percorso che, alla fine, ci porterà allo status di felicità – fatto di diritti e doveri – a cui ognuno di noi deve aspirare. È chiaro che tuto questo costa fatica e comporta investimenti individuali e collettivi, fatti dalla singola persona ma soprattutto dalle imprese e dalle istituzioni».

Per questo è risultata significativa la presenza in fiera dei “see over”, ovvero di quelle imprese, istituzioni e organizzazioni che hanno accettato la sfida di esserci a questo inedito format B2P – business to people e planet – per relazionarsi con il pubblico e per definire un agire economico e sociale che abbia come destinazione finale l’essere umano e la terra che ci ospita.

«Tutti siamo chiamati ad attivarci, a metterci in gioco, a contribuire a quel necessario cambiamento tanto declamato e altrettanto poco praticato. Ogni persona che ha vissuto questa esposizione ha portato, anche inconsapevolmente, il proprio contributo alla riscoperta e alla rinascita delle Relazioni che sono la linfa della vita dell’essere umano e senza le quali abbiamo dimostrato che non si può sopravvivere» – proseguono le ideatrici dell’evento –.

 

Dall’Eden al Deserto, la performance simbolo di un nuovo inizio

“Dall’Eden al Deserto”, l’installazione artistica simbolo di questo percorso è stata il punto di partenza di un tragitto che le persone hanno fatto per riuscire ad abbandonare quel limbo di condizioni e condizionamenti che hanno anestetizzato le Relazioni negli ultimi decenni.

«Tutto è stato come l’avevamo immaginato. Tutto ciò che si è visto, ascoltato e toccato è possibile. Ogni relazione vissuta in fiera rispecchia un aspetto del nostro quotidiano e dobbiamo ricordarci che noi, alla fine, siamo il risultato delle relazioni che abbiamo».

Ora che il cammino di Relazionésimo è intrapreso cresce la curiosità di sapere come proseguirà l’esperienza. «Noi continueremo a fare la nostra parte, ma perché questo progetto possa realizzarsi ha bisogno di un contributo universale. Ognuno deve attrezzarsi e preparare il bagaglio per intraprendere il proprio viaggio nel Relazionésimo seguendo la rotta che abbiamo tracciato assieme ad esperti e accademici – esortano le promotrici -. Sappiamo che la destinazione è lontana e non facile da raggiungere. Ci aspetteranno salite repentine e discese ardite. Ma solo insieme si può raggiungere la felicità attivando un sistema di economia circolare che poggia sul “dare per ricevere”. Dimentichiamoci l’egoistico “dare per avere” che ha prodotto l’estinzione delle Relazioni facendo scattare il codice rosso per il Pianeta. La mancanza di conoscenza ci ha portato dove siamo, per questo occorre lavorare tutti insieme per generare una nuova Era che vada bene per noi e per i nostri figli. È arrivato il momento di donarci il tempo di essere felici».

A confermare questa direzione prospettica sono stati i numerosi incontri che, grazie agli autorevoli e qualificati contributi oratori ed esperienziali – offerti dagli oltre 100 tra relatori, artisti e testimoni -hanno proiettato un caleidoscopio di proposte e suggestioni che hanno fatto comprendere la dimensione universale delle relazioni. Chi ha vissuto la tre giorni vicentina, carica di emozioni e suggestioni, ha avuto modo di assaporarne l’importanza e il valore. In attesa, dal 18 al 21 maggio 2023, della prossima tappa di Relazionésimo 2030.

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