Intervista a Giuseppe Castaman

Nata nel 2018 dalla fusione di Acque Vicentine e Alto Vicentino Servizi, Viacqua è oggi una società per azioni a capitale pubblico che gestisce il servizio idrico integrato -acquedotto, fognatura e depurazione- in 68 comuni della provincia di Vicenza, servendo oltre 550.000 abitanti. Innovazione, ricerca e interventi di miglioramento ed efficientamento delle strutture e degli impianti sono le parole d’ordine di una società che da sempre punta ad un uso sostenibile della risorsa idrica per garantire il benessere della comunità e del territorio. A presentarla è il Presidente Giuseppe Castaman.

Una società che ha fatto dell’ambiente e della sostenibilità il proprio logo. Cosa vuol dire per Viacqua partecipare a Relazionésmo 2030?

La relazione tra uomo e natura è la prima che si deve riallacciare. Negli ultimi decenni ci siamo dimenticati che la natura esiste e può essere amica o può presentare anche un conto. Il rapporto con essa è complicato. Le società del settore idrico, come la nostra, sono presidi ambientali che devono gestire l’esistente e essere preventive ovvero prevedere gli scenari futuri. Un compito con una valenza scientifica, ma anche etica. Uso consapevole dell’acqua significa uso consapevole di una risorsa che pensavamo infinita e oggi sappiamo che non lo è. Ci troviamo a confrontarci con nuove sfide future e per farlo servono anche eventi come questo.

Come deve cambiare la Relazione con il territorio e con l’ambiente?

Dobbiamo coinvolgere i nostri 68 Comuni soci, i 550 mila abitanti, le 700 aziende che serviamo come servizio depurazione in un percorso di formazione, educazione e conoscenza. Non a caso abbiamo instaurato collaborazioni importanti con l’Università di Vicenza per sostenere le attività legate alla sostenibilità e alla transizione. Abbiamo sottoscritto con l’Ufficio scolastico provinciale una convenzione per organizzare stage in tutti gli istituti superiori della provincia e prolungato l’accordo con la Provincia per la gestione dell’area naturalistica Le Risorgive, venti ettari importanti anche dal punto di vista di approvvigionamento idrico. Noi siamo parte di un sistema e dobbiamo vederne le criticità, coglierne le opportunità di crescita, miglioramento ed efficientamento. Dobbiamo ripartire con la consapevolezza che l’acqua non è una risorsa inesauribile e che in futuro ne avremo minore disponibilità. Pur vivendo in una provincia ricca di acque, di ottima qualità e controllate.

Quale messaggio vorreste cogliessero i visitatori dell’Expo Summit Festival Delle Relazioni?

La nostra presenza a Relazionésimo 2030 è quasi dovuta. È il nostro luogo. Siamo di fronte ad un progetto sicuramente ambizioso di rimettere al centro l’uomo e, dovrei dire, la natura con il loro legame indissolubile. Una relazione che deve essere riallacciata e questa manifestazione può mettere in luce anche il valore della risorsa acqua, di un settore, che sta cambiando profondamente in questi ultimi anni, fatto di professionalità, studio, investimenti e che funziona come cerniera con il territorio.

Quanto importanti sono le Relazioni con il cittadino per Viacqua che si occupa di un patrimonio essenziale e vitale come l’acqua?

L’errore da evitare è di considerarli solo utenti. L’acqua è un diritto di cittadinanza che vuol dire avere il diritto e il dovere di preservarla, di farla pagare il giusto. Le nostre tariffe sono approvate dall’Autorità nazionale di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente e quello che i cittadini pagano è, oggi, legato ai nostri investimenti. Il cittadino deve far parte del progetto che mira anche a costruire una coscienza civica dell’uso dell’acqua. Noi dobbiamo essere al loro fianco e, se necessario, rassicurarli. Di recente abbiamo approvato il “Piano Montagna” che prevede, fino al 2026, 80 milioni di euro per investimenti che ci permetteranno di aggredire quelle problematiche legate alle criticità di aree che classifichiamo rosse. Oggi le condizioni sono cambiate, le necessità capovolte e le priorità sono diverse.

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